Anno scolastico 2007/2008

LAVORO DI GRUPPO DELLA  CLASSE 5^

                    

 

 

  Alunni :        CATOGGIO EGIDIO

                    CATOGGIO MARIA CRISTINA

                    CATOGGIO MARIA ROSA

                    CONTE CAMILLO

                    GALOPPANTE VITTORIO

                    MAFFEO GIOVANNA

                    MASTRONARDI GIUSY

                    MONTEMURRO ROCCO

                    PANDOLFO ANTONELLA

                    PANDOLFO NICOLA

                    PICCIRILLO MARCO

                    TERRACINA VINCENZO

                    VOLPE ANTONIO

                    

  

 

 

 

 

 

 

 

Scuola primaria di Gallicchio
insegnante:
Andriuoli Giuseppina
85010 Gallicchio (pz)
Via Martiri d'Ungheria n.5

 

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<<IL POLLINO>>

<<Capolavoro della natura>>

 Il nome <<Pollino>> deriva da -Apollinea- che significa bellezza di Apollo, divinità solare; oppure da -Oleo- perché ricco di ottime erbe officinali, utili in medicina.

L’etimologia, dal latino <<pullus>> giovane animale, da cui <<Mons Pollinus>> cioè monte dei giovani animali.

Si pensava, presso gli antichi, che nelle creste delle montagne soggiornasse Apollo capo di tutti gli altri dei raffigurati a forma di animali, ne è testimonianza il disegno sulla porta del ROMITO raffigurante un bovide del Paleolitico, animale con enormi corna a mezzaluna.

Il Pollino, per la sua eccezionale bellezza  fu considerato <<giardino degli dei>> oggi è Parco Nazionale; il più caratteristico d’Europa protetto dal W.W.F.

Si trova nel cuore del mezzogiorno tra la Basilicata  e la Calabria,

è un massiccio di valore antropologico.

Fu Parco Regionale nel 1985, istituito a Parco Nazionale nel dicembre del 1990 dal Ministero Ambientale, già nel 1981/83 ci fu 

una norma per la sua salvaguardia, per la valorizzazione turistica, il recupero dei rifugi e la costruzione dei centri visita.

Ai suoi piedi sono disseminati 56 paesi appartenenti alla Basilicata e alla Calabria disposti a corona.

Questo massiccio è terra di scoperta e di mistero, fatto da diversità biologica e morfologica, dove l’unico suono è il fruscio del vento che risuona tra gli arbusti e le cime selvagge.

Il massiccio mostra scenari di rara bellezza.

L’una dopo l’altra svettano le Serre, si susseguono boschi e pianori carsici, praterie e pascoli, crostoni ripidi e crinali che gli conferiscono un aspetto spettacolare.

L’acqua, sinonimo di vita, oltre a modellare le gole, dà alla vegetazione un aspetto lussureggiante.

Sul Frido c’è ancora la via dei mulini, percorso che racconta il lavoro della gente; al 1700 risalgono il mulino Iannarelli e la segheria, e ai primi del 900 il mulino Magnacane che è stato in funzione fino al 1973, questi antichi mulini ad acqua sono il segno di una civiltà.

Un capolavoro della natura.....                     Glossario