Ingresso del nuovo Parroco e  Cresime

 15 giugno 2008 

LETTERA APERTA

Molto Reverendo, don Leonardo Verre,

Lei dirà che «internet» non è la sede più adatta per pubblicare una lettera aperta indirizzata a un Parroco. D'altra parte, chi Le scrive ha da sempre creduto nell’impiego delle nuove tecnologie come mezzo per superare l’isolamento fisico  a cui una piccola comunità come la nostra e’ suo malgrado costretta  e bisogna scusarlo perché questa voglia di esplorare luoghi lontani e diversi  gli ricordano tempi lontani e felici.

Le scrivo perché  non ho avuto modo di parlarle in occasione della celebrazione della messa solenne per la Cresime , quando il Sindaco , le altre autorità e i fedeli di questa comunità ,che sono stati suoi  amici ed  estimatori sia del suo voler fare che della sua persona ,tutti riuniti attorno al Vescovo , hanno accolto  l’ingresso del nuovo Parroco Don Marco Volpe .

Le scrivo per ricordarle il lungo cammino percorso insieme, seppur a distanza , dal Suo arrivo in quel ormai lontano ed indimenticabile 1982  . Eravamo i Campioni del Mondo, e ci apprestavamo a vivere con il dovuto entusiasmo gli anni che ci avrebbero condotto al tanto atteso DUEMILA  , ed alla agognata modernità.

Non pensa più a quella giornata , Reverendo, quando i fedeli di Gallicchio la accolsero in Via San Rocco , davanti alla Fontana  e la condussero in corteo alla sua nuova casa ? Sono passati veloci e intensi questi 25 anni e la sua figura di  sacerdote e parroco infaticabile ha contagiato il paese andando ben oltre le sue stesse attese. 

Quanti di quegli amici che le diedero il benvenuto, per dirla con le sue parole ,non ci sono piu’ !  

Quanti altri ne ha riconosciuti durante la Messa solenne allietata dai canti del coro, che è sembrato particolarmente attento, come se ancora una volta cercasse l’approvazione del vecchio Parroco.

Quanto  e’ apparso, a me, stranamente in disparte , Uno tra i tanti, nel Luogo che e’ stato “il Suo” per così tanti anni ; in quel Sacro Luogo dove , Suo malgrado, gli oggetti e  la loro disposizione , riconducono  immediatamente i fedeli di Gallicchio al Suo Nome , al Suo operato e a quel che ha lasciato .

Lei dovrebbe riconoscermi perché ho accompagnato alla messa  mia figlia, e prima di ella sua sorella e i suoi fratelli . E prima di loro sono venuto da Lei all’altare per essere unito in matrimonio con mia moglie . Era il 1983 , gia’ , appunto, 25 anni fa, uno dei primi matrimoni da Lei celebrati a Gallicchio , uno dei primi gesti di esercizio del Suo voler fare , del Suo  forte impegno nel costruire la casa comune  che oggi vediamo realizzata.

Uno dei quei   gesti essenzialmente  religiosi, perché innanzitutto Don Leonardo , prima ancora di essere insegnante, teologo, animatore, sceneggiatore , motivatore , è un cristiano, un sacerdote di Dio, a cui sono grato per quanto ha saputo manifestarmi in alcuni dei momenti piu’ significativi della mia vita di poco attento fedele, come quando senza esitazione disse  “Ci parlo io” , nell’ormai lontano 1987 ; come quando , accompagnato dal futuro Don Elio, fece visita all’Ospedale San Carlo  al fanciullo di SEI anni  feritosi gravemente la sera prima  e ai suoi angosciati genitori ; o come quando , volle essere presente e accompagnare nel suo ultimo viaggio il Padre  , sofferente  perche’ gia’ ammalato  irreversibilmente ,  rinunciando a prendere parte con i Suoi "fedeli" FEDELI al gioioso pellegrinaggio verso  San Giovanni Rotondo, organizzato da tempo  e preparato in prima persona con il consueto  entusiasmo.

Ho voluto solo cogliere qualche aspetto, non certo esaustivo, di quello che di Lei è stato, e di come Lei ha operato, ed  non spetta a me riassumere piu’ 25 anni di apostolato a Gallicchio .

Un grazie per  quanti hanno trovato e trovano senza saperlo un posto nelle Sue preghiere , nel segno del rispetto e della stima del figlio e del padre di  famiglia .

 

 

 

 

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